Eventi

Da Corot a Picasso - Da Fattori a De Pisis

Perugia, Palazzo Baldeschi al Corso
Dal 15 settembre 2008 al 18 gennaio 2009


LA MOSTRA
La Phillips Collection di Washington e la Galleria Ricci Oddi di Piacenza si incontrano a Perugia per raccontare una vicenda appassionante, che testimonia, grazie ad alcuni straordinari capolavori, l'importanza del collezionismo privato, nell'arte moderna e contemporanea.
Benché situati rispettivamente nella capitale dello Stato più potente del mondo e in una piccola città italiana, i due musei hanno una serie impressionante di punti in comune, in una storia parallela che è il riflesso di una profonda "affinità elettiva". Nascono negli stessi anni: nel 1921 si inaugura il museo americano e nel 1931 quello italiano. Le due collezioni riflettono il gusto, la mentalità, l'intelligenza di una singola persona., di un appassionato d'arte che a esse ha dedicato tutta una vita. Duncan Phillips in America e Giuseppe Ricci Oddi in Italia impiegarono tutte le loro sostanze e le loro energie intellettuali al nobile scopo, diventato poi una vera e propria missione, di fondare un museo d'arte moderna. Duncan Phillips aveva uno sguardo molto ampio e allargato. Volle ad esempio nella propria collezione anche alcuni maestri del passato, come El Greco, perché li considerava come singolari anticipatori di tendenze che si sarebbero sviluppate in epoche successive. Volle certamente documentare le espressioni della nuova arte americana, ma anche le principali scuole europee, con una speciale attenzione per le avanguardie.

Anche Giuseppe Ricci Oddi sapeva superare ogni forma di particolarismo e di localismo.
Si preoccupò di dare spazio a tutti gli ambiti regionali della pittura italiana, senza peraltro trascurare alcune significative straniere. Entrambi i collezionisti vollero scegliere personalmente la sede più degna per le opere che avevano raccolto e riunito con tanta passione. Duncan Phillips adattò a museo la propria prestigiosa residenza, mentre Giuseppe Ricci Oddi fece costruire un edificio apposito, sulla base di un accurato progetto museale; entrambi poi consideravano l'illuminazione naturale come elemento essenziale per valorizzare l'opera d'arte.
Altre ragioni rendono ancora più stringente il confronto tra le due raccolte e una su tutte: il collezionista americano e quello italiano non si accontentavano di possedere il pezzo di un autore celebre, ma volevano il pezzo di eccezionale qualità, che ricercavano on infinità pazienza.
E' per questa ragione che le due raccolte sono ricche di capolavori e il loro accostamento nella mostra perugina ci consente di ripercorrere i passaggi più significativi dell'arte figurativa tra Ottocento e Novecento, in Italia e in Europa: da Corot a Picasso, da Fattori a de Pisis.

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