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Palazzo Graziani


Visita virtuale alla Sala della Presidenza

Gli affreschi


La collezione privata della Fondazione


La Sala delle Colonne
La capitolazione del Delegato Apostolico
1891-1895





Commento di Fedora Boco
La tela commemora gli eventi del 14 giugno 1859 quando, a città insorta e riversatasi in festa nella Piazza Maggiore, i patrioti Francesco Guardabassi in testa, e di seguito Nicola Danzetta, Zeffirino Faina, Carlo Bruschi; Tiberio Berardi, Annibale Vecchi, Antonio Cesarei, Luigi Piervittori e Raffaele Omicini, irrompono pacificamente nella sala di Palazzo dei Priori chiedendo al Legato Apostolico mons. Luigi Giordani, colto in seduta di consiglio con a fianco il capo delle milizie e altri prelati, la legittimazione da parte del Governo pontificio del moto liberale. Di fronte a tale richiesta il Giordani dichiarava che, in quanto rappresentante dell'amministrazione papale, avrebbe lasciato la città per non avvallare scelte illegittime, lasciando così che quegli stessi protagonisti del moto indipendentista perugino dessero vita a quel breve Governo Provvisorio chiamato a reggere le sorti della città fino alla quanto mai prossima liberazione. Memore degli esempi della miglior pittura di storia della seconda generazione come dei più recenti modelli postunitari, Brugnoli ricostruisce l'incontro fra il Giordani e il folto gruppo dei patrioti con scrupolosa fedeltà narrativa, ambientando la scena in una delle ampie sale di Palazzo dei Priori, facilmente riconoscibile per le eleganti trifore dai vetri piombati dietro alle quali svetta il tricolore e impegnandosi nel tour de force dei ritratti dei vari protagonisti della vicenda. La solennità del momento trova teatralmente respiro nella fitta penombra polverosa che pervade la scena e che appena percorsa da quei raggi di luce provenienti dalle finestre, blocca, come un'istantanea, la forte espressività dei volti e degli atteggiamenti dei personaggi principali. D'altro canto, la volontà didascalico-celebrativa che doveva animare il pittore nell'esecuzione di questo quadro, di cui esistono vari bozzetti preparatori, lo portava a ricadere in una certa accademica rigidità che privava la stesura pittorica del dipinto di quella spigliatezza di tocco tipica dei suoi modi migliori.
(Tratto da: Fedora Boco in I dipinti di Palazzo Graziani, Effe Fabrizio Fabbri Editore S.r.l. , 1999)

Commento di Raniero Gigliarelli
Nel quadro sottostante Francesco Guardabassi, seguito da Nicola Danzetta, Zeffirino Faina, Carlo Bruschi, Tiberio Bernardi, Annibale Vecchi e dall'Omicini e dal Piervittori e da altri patrioti, dichiara in nome del popolo al delegato apostolico decaduta la potestà papale.La scena è riprodotta con la fedeltà di chi vive quell'epico momento e visse di quei palpiti e di quegli entusiasmi. Il popolo ha vinto: ma il papa tra pochi giorni soffocherà nel sangue la fellonia, e questo si può presumere dalla calma apparente di monsig. Giordani, che fissa la rigida figura del Guardabassi, con affianco il capo delle milizie presidiare e altri ufficiali pontifici. Dalla finestra, che i popolani hanno aperta per farvi sventolar fuori la bandiera bianca, rossa e verde, salgono le grida degli evviva e degli abbasso.
(Tratto da: Raniero Gigliarelli in Perugia antica e Perugia moderna, Stavolta Editore, 1908)


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